CREDITI DETERIORATI: IL NUOVO QUADRO NORMATIVO E LA NUOVA FASE DEL MERCATO NPL

Il mercato italiano dei crediti deteriorati volta pagina.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 116/2024, attuativo della Direttiva UE 2021/2167, il settore NPL entra in una fase di maggiore strutturazione, trasparenza e vigilanza.
La novità più rilevante è l’introduzione nel Testo Unico Bancario della figura del Gestore di crediti in sofferenza, la cui attività è oggi sottoposta ad autorizzazione e controllo da parte della Banca d’Italia.

Cosa cambia con il http://D.Lgs. 116/2024

La riforma non si limita a un nuovo albo. Introduce requisiti molto più strutturati in materia di:
– Governance e organizzazione interna
– Sistemi di controllo interno e gestione dei rischi
– Tutela effettiva dei debitori
– Flussi informativi e segnalazioni
Il nuovo assetto è stato completato dalle Disposizioni di vigilanza della Banca d’Italia per la gestione di crediti in sofferenza e dall’aggiornamento della disciplina sulla Centrale dei Rischi.

Un mercato aperto ma più controllato

Il nuovo quadro non tocca solo l’autorizzazione. Incide sull’intera filiera. Da un lato, la Direttiva ha eliminato i limiti soggettivi: oggi anche soggetti non finanziari possono acquistare crediti deteriorati nell’ambito della propria attività professionale. Dall’altro, introduce l’obbligo di affidarne la gestione a soggetti autorizzati e vigilati, nei casi previsti dalla normativa.
Si afferma così un modello europeo armonizzato, dove professionalizzazione, compliance e integrazione tecnologica diventano centrali.

Le sfide operative per banche, servicer e investitori

La fase di prima applicazione richiede un adeguamento profondo. Banche, SPV, servicer e acquirenti sono chiamati a rivedere procedure e modelli organizzativi su temi chiave:
– Modalità operative delle cessioni
– Obblighi informativi verso i debitori
– Segnalazioni alla Centrale dei Rischi
– Coordinamento tra acquirente e gestore

Una sfida che diventa opportunità

Questa trasformazione non è solo un adempimento normativo. È anche un’opportunità per elevare la qualità dell’intero mercato. La creazione di tavoli di confronto permanenti tra operatori, istituzioni, professionisti e accademici è fondamentale per definire best practice condivise e accompagnare il mercato verso un modello sempre più solido e professionale.
In Confema seguiamo questa evoluzione con attenzione: la qualità dei processi è da sempre il nostro standard operativo, oggi diventa anche lo standard di legge.