CON I DAZI DI TRUMP IL MERCASUR È PIÙ VICINO

Il Liberation day di Trump rappresenta, di fatto, una mazzata alla globalizzazione.
Ridefinisce il mondo dal punto di vista commerciale così come lo abbiamo conosciuto finora e impone una controffensiva calibrata ed efficace. La soluzione di mettere dei controdazi all’America è molto controversa e non convince tutti.
Una strategia che trova più ampio consenso è quella di migliorare il mercato unico europeo per facilitare gli scambi intra-Ue e soprattutto dare piena operatività al trattato con il Mercosur.
In pratica, gli stati penalizzati dovrebbero dire “Ciao,ciao, America” e concentrarsi su nuovi mercati, come quello sudamericano.
La parola Mercosur entra così di prepotenza nel vocabolario comune e non solo in quello di politici ed economisti.
Sarà bene quindi sapere cos’è il Mercosur e cosa prevede l’accordo di libero scambio con l’Ue, firmato a dicembre dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Il termine è una contrazione di “Mercado Común del Sur” e indica l’organizzazione sudamericana, istituita nel 1991, che ha creato una zona di libero scambio tra Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e che è aperta anche ad altri Paesi associati. Nel 2008 il Mercosur ha ampliato il suo raggio d’azione associandosi alla Comunità Andina, l’altra organizzazione sudamericana che comprende Bolivia, Colombia, Ecuador e Perù. Le trattative fra Paesi del Mercosur e Stati europei vanno avanti dal 1999.
L’accordo di libero scambio con l’Ue prevede la graduale eliminazione dei dazi doganali su vari prodotti, come carne bovina, pollame, zucchero, miele, riso, frutta tropicale, automobili, macchinari, farmaci, vini, liquori, cioccolato, formaggi, abbigliamento, scarpe di pelle e tessuti.
Si stima che l’accordo avrà un impatto diretto su circa 717 milioni di persone e prevede anche il riconoscimento di quasi 400 indicazioni geografiche protette per i prodotti e diverse altre misure volte a facilitare l’accesso reciproco delle aziende europee e sudamericane negli appalti pubblici.
Sarà importante vedere come l’Unione europea gestirà questa nuova situazione. Una cosa è certa: dal 5 aprile il mercato di import/export subirà una rivoluzione epocale e le aziende dovranno riposizionarsi su nuovi target.