Il Pil italiano è cresciuto più di quello di Germania, Francia e Spagna.
Sembrerebbe una buona notizi e in effetti lo è, ma purtroppo solo in parte.
Infatti guardando agli sviluppi degli ultimi anni da prima del Covid a oggi, se è vero che il Pil italiano, cresce più degli altri tre grandi Paesi dell’Eurozona, è anche vero che cresce meno di tutti gli altri e della media dell’area.
I dati forniti dell’Osservatorio CPI (Conti Pubblici Italiani) evidenziano che finora l’Italia ha registrato una discreta tenuta per vari motivi: le ristrutturazioni realizzate nelle aziende esportatrici, la forte ripresa dei flussi turistici, i crediti di imposta edilizi e un aumento del rapporto fra debito pubblico e Pil maggiore rispetto alla media dell’Eurozona.
Il vero problema potrebbe essere rappresentato dalla Germania, che probabilmente ha risentito più degli altri Paesi delle tensioni geopolitiche manifestatesi nel 2022, data la sua forte interrelazione economica sia con la Russia che con la Cina. Viste le strette relazioni industriali tra Italia e Germania, il rallentamento tedesco potrebbe incidere negativamente anche sull’economia italiana. Ma finora fortunatamente il nostro Paese ha registrato una discreta tenuta.
Cosa ci aspetta per il futuro?
Anche se i dati fanno ben sperare, è troppo presto per poter affermare che l’Italia abbia invertito il trend che da tre decenni la vedono fanalino di coda rispetto alla media dell’Eurozona.
Secondo gli analisti restano indispensabili le tante riforme che l’Italia deve fare per tornare alla crescita, tra cui quella della pubblica amministrazione, dell’istruzione, della giustizia e della sanità. Considerazioni che trovano conferma anche dalla relazione dal Governatore della Banca d’Italia.