Si racconta che all’anteprima del film “Luci della ribalta” Albert Einstein disse a Charlie Chaplin: “Quello che ammiro di più della tua arte, è la tua universalità. Non dici una parola, eppure il mondo ti capisce!”
E Chaplin rispose: “Vero. Ma la tua gloria è ancora più grande! Il mondo intero ti ammira, anche se non capisce una parola di quello che dici”.
Questo aneddoto, non sappiamo quanto veritiero, ma del tutto plausibile, è uno spunto per parlare di comunicazione.
Due giganti della storia, uno nel mondo del cinema e l’altro nel campo della scienza, raccontano diversi modi di declinare la comunicazione.
Charlie Chaplin non parla, è un fantastico protagonista muto dei suoi famosissimi film, e lo capiscono tutti.
Albert Einstein, stimatissimo Premio Nobel per la fisica, dice cose incomprensibili ai più perché presuppongono una conoscenza approfondita della materia scientifica, ma tutti lo apprezzano per la sua autorevolezza.
La comunicazione non è solo parola. I linguaggi sono molti e molto differenti tra loro.
Ma c’è una professione che impone una comunicazione costante con tante persone sconosciute in cui si può usare solo uno strumento: la voce. È l’operatore di call center.
In 20 secondi, forse anche meno, i phone collector devono catturare l’attenzione del cliente, usando unicamente la parola e il tono della voce.
Una manciata di secondi in cui l’operatore deve riuscire ad essere credibile, serio, capace, professionale, affidabile, attraverso il telefono.
Da qui si evince l’importanza di formare i phone collector con corsi di comunicazione per educare la voce e la capacità di dialogo atti a stabilire una relazione efficace ed empatica con il cliente. Così da portare a casa risultati più soddisfacenti.